Statale 106. «Non vogliamo uno Status di polizia, ma ciò a cui abbiamo diritto»
- Mimmo Musolino
Soluzione trovata: niente più vittime sulla Statale 106 nel tratto più pericoloso e funestato da incidenti mortali, da Locri a Reggio Calabria.
Il ritiro di 100 patenti di guida, la confisca di 100 autoveicoli, il monitoraggio e il controllo costante da parte delle forze dell’ordine (polizia stradale, carabinieri, guardia di finanza, guardia forestale, con l’ausilio ed il supporto dei vigili urbani nell’ambito dei territori di propria pertinenza) e, se non bastasse, con l’impegno di reparti motorizzati dell’esercito (speriamo non siano necessari i carri armati e le auto blindo) a presidiare e monitorare costantemente questi 100 km di strada catramata – da Locri a Reggio Calabria – e con l’ausilio dei moderni mezzi di controllo sia da fermo che in movimento.
Le 100 patenti di guida ritirate e relativi autoveicoli confiscati saranno l’ordinaria conseguenza di infrazioni gravi nella conduzione dei veicoli: sorpassi pericolosi in tratti di strada dove sono vietati, autisti ubriachi, drogati o comunque non in condizione di guidare ed impegnati in corse incoscienti e spericolate; autisti sorpresi a chiacchierare al cellulare senza auricolare o in atteggiamenti intimi con compagne o compagni di viaggio e senza cintura di sicurezza e, comunque, sorpresi a violare il codice della strada in modo da causare incidenti che possano mettere a repentaglio la vita e la incolumità di altri autisti e passeggeri, e più di una volta anche di ignari ed innocenti pedoni.
Noi siamo per la Legalità e siamo garantisti dei diritti di tutti i cittadini, ma anche dei doveri, sanciti dalla Costituzione, e quindi non vogliamo assolutamente uno Status di polizia; ma siamo all’emergenza più orribile e tragica: ci sono più morti, soprattutto giovani vite spezzate, sulle strade del reggino che nelle guerriglie che si combattono in tante regioni del mondo fra l’indifferenza del mondo globalizzato dalle multinazionali.
Si leva alto, forte, coraggioso ed implorante soltanto il grido di dolore e di preghiera di papa Francesco. Ma purtroppo è la classica e biblica voce nel deserto dell’indifferenza e del consumismo più spregiudicato, selvaggio, esacerbato e sfrenato.
Ed in contemporanea, alle misure suddette, se non ci saranno importanti e decisivi provvedimenti, e i necessari e tangibili finanziamenti, per un reale e sicuro ammodernamento e sicurezza della Statale 106, iniziamo ad innalzare le barricate e i blocchi stradali e reclamiamo con la forza quello che ci spetta per pacifico diritto sancito dalla Costituzione repubblicana scritta con il sangue versato dai nostri nonni, dai nostri padri e dai nostri fratelli; e dagli immani sacrifici patiti dalla nostre mamme, dalle nostre nonne e sorelle.
Si scriva, a caratteri cubitali ed indelebili, per la Statale 106, una nuova e più eclatante ed esaltante pagina di storia, scritta dalle popolazioni meridionali, per la conquista del loro diritto alla dignità e vita.












